… li era giovedì
l’ironia attraverso la letteratura ebraica
Giovedì 10 Luglio 2025 ore 21.30
a Sussisa – Confaunè – prato della strada nuova
Lì era giovedì
serata sulla letteratura ebraica, alla sua quinta edizione, nuovi autori,
nuovi scritti, brani divertenti e profondi che ci fanno riflettere e sorridere alleviando il pensiero dei nostri disastri.
L’ironia e l’auto ironia, la salvezza della nostra vita.
Saper osservare con umorismo e la giusta dose di leggerezza ciò che ci accade ci preoccupa,
ci tiranneggia, e ci incute un po’ di terrore, può ridarci la fiducia per ricominciare, ripartire dai detriti dei nostri disastri.
Ridicolizzare quelle piccole schegge in cui si è frantumata la nostra esistenza,
guardarle come un puzzle da rimettere insieme creando un nuovo disegno, ricostruire quella tazza rotta come
nel kintsugi con un filo d’oro per renderla preziosa.
Il filo d’oro dell’ironia che ridà lustro a ciò che sembrava distrutto,
e con il sorriso ci riscattiamo da ciò che ci capita.
…Lì era giovedì …l’ironia attraverso la cultura ebraica
Gli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi ci avvicinano, questa volta,
a scrittori della cultura ebraica. Ascolteremo le parole di Marc Alain Ouaknin, rabbino
e filosofo, professore all’Università di Bar-Ilan, Shalomon Auslander, scrittore e giornalista
americano, cresciuto in una famiglia ebraica, Stanislaw J. Lec, , scrittore e poeta polacco di famiglia ebraica,
Groucho Marx, comico, scrittore, attore, famose le sue battute graffianti, ed altri che dell’ironia hanno scritto …
E ci inoltreremo nel mondo fantastico dell’ironia..
Un mondo straordinario che ci permette di ridere anche delle brutture
che ci possono capitare: ” Ridicolizzare quelle piccole schegge in cui si è frantumata
la nostra esistenza, guardarle come un puzzle da rimettere insieme e creando
un nuovo disegno….” racconta Patrizia Biaghetti, Continua a leggere…
Questa sera devo dire due parole sulla nostra manifestazione, non
è mia abitudine essere didascalica e spiegare le cose, le persone
che ci ascoltano e sono qua non hanno bisogno di spiegazioni.
Noi stiamo proponendo per il quinto anno l’ironia nella letteratura
ebraica, premetto, noi proponiamo solo ciò amiamo e vogliamo
condividere.
Abbiamo avute contestazioni per questa nostra scelta, la situazione
israelo-palestinese è drammatica un genocidio, una nazione che ne
vuole annientare un’altra e lo sta facendo. Io credo che eliminare la
cultura e di conseguenza le radici sia il modo migliore per eliminare
un popolo. Lo abbiamo visto con gli indiani d’America, il nazismo e
scorrendo negli anni il Vietnam ecc.
Se noi non portassimo avanti la nostra manifestazione a che cosa
daremmo un embargo? A un’altra cultura che non ha nulla a che
fare con il potere di Israele.
Forse che durante la guerra in Vietnam ci siamo rifiutati di leggere
Kerouac, Hemingway Bukorsky, o nel periodo della dittatura di
Pinoche, non abbiamo letto Sepulveda, Bolano, Neruda
Jodorowsky perché appartenenti a quella razza?
Dobbiamo essere in grado di distinguere una dittatura, da autori
che ne hanno la stessa nazionalità.
Vogliamo parlare di Dostoevskij il 22 marzo 2022 la Bicocca ha
chiesto di eliminare il corso su Fëdor Dostoevskij, per “evitare ogni
forma di polemica dato il momento di forte tensione attuale”.
L’Italia ha quindi deciso di adeguarsi a quello che sta diventando
una vera e propria linea generale: punire le azioni dell’invasore
Putin e colleghi cercando di silenziare tutto ciò che è russo negli
altri Paesi. Oltre che a Milano, due episodi simili sono avvenuti a
Reggio Emilia e Trieste, dove rispettivamente un fotografo russo,
Alexander Gronsky – che per ironia della sorte è stato arrestato
qualche giorno fa per aver manifestato contro la guerra – è stato
escluso dal festival di Fotografia Europea e la mostra Emigrazione
in stile russo di Lisa Dakkar è stata rinviata “in considerazione del
delicato momento”.
E i nostri autori, Calvino, Gadda, Pavese, Ginsburg, Bianciardi, non
acquistiamo i loro libri, hanno la nazionalità italiana e visto che
viviamo in un regime.
Boicottando la cultura facciamo il gioco di un potere che già la sta
cancellando senza che ce ne rendiamo conto tutti presi come siamo
da notizie farlocche dei social, pronti a credere a qualsiasi cosa ci
venga propinato, pronti a ingoiare cibo premasticato, senza porci
problemi e sopratutto senza porci mai dubbi. La cultura instilla il
dubbio il dubbio apre la mente a più ampie vedute, ecco cascare i
pregiudizi
Quindi questo è il nostro sentire.
… cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo
all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli
spazio …”
L’evento
Ironia sul prato: una serata di letteratura a Sori
l bosco che circonda gli spettatori, il prato “Confauné” di Sussisa, a Sori,
le stelle e la luna che stanno a guardare. Per trasformare l’incanto in suggestione,
serve la letteratura e il racconto. Così almeno pensano i volonterosi amici degli Agitatori,
che per giovedì 9 luglio, con inizio alle 21.30, hanno organizzato un appuntamento siderale
dal titolo “L’ironia attraverso la letteratura”
«Sarà una serata dedicata alla letteratura ebraica e all’ironia che pervade
molti scrittori – racconta Patrizia Biaghetti, una delle organizzatrici e lettrici
– siamo alla quinta edizione; avremo nuovi autori, nuovi scritti,
brani divertenti e profondi che ci fanno riflettere e sorridere alleviando
il pensiero dei Continua a leggere…
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