Parole per non dimeticare
La memoria è parte della nostra vita, senza la memoria abbiamo smesso di esistere, siamo il nulla.
La memoria è fatta di parole tramandate e con esse le emozioni, il dolore, il coraggio che fanno di noi, individui sensibili ed empatici per poter affrontare il mondo in cui viviamo è soprattutto viverlo.
La memoria è storia, storia del nostro passato che deve essere sempre presente.
Gli errori, gli orrori, non possono essere dimenticati, devono essere di monito per una vita diversa.
Non possiamo permettere che ciò che ha ucciso l’umanità si possa ripetere.
Per togliere ad un uomo la voglia di vivere basta togliergli le radici, e così è stato nei lager, privare lʼuomo del proprio passato, dei suoi affetti renderlo un corpo vuoto.
Per non soccombere gli uomini si sono aggrappati ai loro ricordi, ai loro canti, con la memoria hanno acceso la speranza per potercela fare.
Ed è di questi uomini e donne che andremo a leggere le testimonianze, per far capire e conoscere a quella parte del mondo che ancora nega o resta indifferente di fronte a un massacro perpetrato nel nome della purezza della razza.
Le parole ci racconteranno come lʼuomo comune, senza bisogno di gradi e mostrine, sia diventato quel carnefice, che ha denunciati e torturati i vicini di casa, i negozianti dove era solito fare la spesa, si sia sentito investito del potere di vita o di morte sui suoi simili.
Solo lʼignoranza il non avere un proprio pensiero ma assoggettarsi a quello in vigore ha potuto rendere questʼindividuo un persecutore, un essere senza umanità, e senza rimorsi.
Un uomo pericoloso.
Vi aspettiamo a Santo Stefano d’Aveto, per condividere con voi il piacere (e il dovere!) di non dimenticare.
Rassegna Stampa
Leggi l’articolo di Italo Vallebella