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La notte dei libaeti
un percorso nel bosco tra racconti e musica

il manifesto dell’evento
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Giovedì 1 Novembre 2018 alle ore 17.30
sulla strada di Sussisa poco prima della Piazza della Chiesa
vi attenderà un agitatore Culturale Irrequieto
…che non faticherete a riconoscere

La notte dei Libaeti, vuole essere oltre ad un incontro di condivisione di storie, come da nostra consuetudine, il recupero di una delle antiche tradizioni andate perdute.

Le feste dei morti, patrimonio della nostra cultura, sono feste di origine celtica che vennero poi esportate negli Stati Uniti e che oggi ci rivendono dopo averle trasformate in operazione di profitto.
Private del loro significato, trasformate in una sorta di secondo carnevale attraverso la festa di hallowen.
Il porta a porta di “dolcetto scherzetto” qui si chiamava Ben dei morti, fatto dai bambini, era una raccolta di prodotti per i poveri, ai bimbi venivano consegnate fave, fichi secchi e castagne.
L’elargizione dei doni effettuata in occasione della Commemorazione dei Defunti, oltre ad essere un omaggio alla loro memoria aveva un significato augurale di prosperità e abbondanza per il nuovo anno, che per le genti celtiche si iniziava a quel tempo. (da Il cerchio del Tempo di Paolo Giardelli).
Per commemorare i Defunti non si accendevano finte zucche in plastica e neppure si ornavano le abitazioni di pipistrelli e streghe. C’erano i lumini in cera.
Qui nel levante si chiamavano Libaeti, a Genova Officieu, a Chiavari Mucchetti.
Poco prima della Novena dei Morti apparivano nelle vetrine dei negozi, dei manufatti in cera, coloratissimi e bellissimi che erano la gioia di tutti i bambini che non vedevano l’ora di possederne uno e accenderlo durante la Commemorazione.
I Libaeti erano costituiti da un lungo filo cerato, praticamente uno stoppino continuo che veniva avvolto su se stesso prendendo svariate forme. La più comune era quella a libretto Libaeto appunto, ma la maestria degli artigiani si sbizzarriva a creare altre forme, casette, scarpette, gomitoli, borsine, fiaschetti, frutti, tutti dai colori sgargianti e decorati con fili argento e oro.

Nella notte dei Libaeti, gli Agitatori, vogliono onorare i defunti come si faceva un tempo.
La festa religiosa di Ognissanti, onorava soltanto i personaggi che la Chiesa aveva beatificato, mentre la festa dei morti era rimasta tra le pratiche pagane. Nella festa dei morti si onorano tutti i defunti, e proprio per questo abbiamo scelto di fare un percorso di letture dove i protagonisti siamo gli uomini e le donne comuni, quelle su cui non aleggia santità. Le letture da L’Antologia di Spoon River e da Il nuovo Spoon River ci sono sembrate quelle le più adatte a questo tipo di evento.
Gli Agitatori accompagneranno il pubblico in un percorso nella campagna, tra letture e musiche, per condividere le antiche tradizioni.

Il Video

da Rudi nasce l’idea, se ne discute a casa Kublai e poi le prove sul campo

grazie a Daniele e a Sabrina per le immagini
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Chi siamo


Gian dei Brughi è un personaggio letterario di Italo Calvino, che appare nel “Barone Rampante”.
È un brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri.
L’addentrarsi nella lettura fa a poco a poco sparire in lui l’animo del malfattore, il potere salvifico della cultura è quello che noi scegliamo per migliorare la vita.

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Contatti


Agitatori Culturali Irrequieti
Gian dei Brughi

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