il blog di Sabrina

Il museo degli errori

di Sabrina

L’errore che cosa sarà mai?

Qui, Quo, QuaL’errore che cosa sarà mai ?
Ossia, mi chiedo e chiedo, saremmo umani senza le nostre imperfezioni ?
Ed il concetto d’imperfezione non è forse il nostro modo per alleviare l’angoscia di cercare sempre nuovi obbiettivi e piccole sfide che ci lascino sfuggire dalla gabbia del quotidiano ?
E coloro che non tentano; quelli che per evitare l’errore non agiscono, li definiamo passivi rispetto al mondo ?
Parlare dell’errore determina la domanda; perché non ci sarebbe errore se l’uomo non fosse, per definizione, un essere interpretante , un qualcosa che definisce il reale attraverso la parola, cioè il simbolo. Siamo umani perché chiediamo al mondo delle risposte, perché l’errore, quello fondante, è la nostra impossibilità di sapere tutto.
Dunque l’errore non è forse l’uomo in sé ?
Quelli che non lo temono sono i bambini. In loro la meraviglia verso l’altro non è ancora turbata dal timore dei troppi sbagli, dei troppi giudizi, delle facili opinioni che ci propinano tutti i giorni. Gli adulti sbagliano con orgoglio e negano di aver sbagliato con altrettanto orgoglio.
E va bene ! Siamo imperfetti e non possiamo esimerci dall’errore. Tuttavia, come ci ha insegnato Popper, dall’errore dovrebbe scaturire un migliore teoria, sia etica che scientifica. Altrimenti, che errore sarebbe se non portasse all’aumento del sapere ?
Ma è forse un errore pensare che l’uomo, attraverso i suoi errori e la correzione di essi, muova verso la civilizzazione oppure è un essere destinato alla persistenza che è solo rimanere nella rete di Montale ?
Il mio consiglio di oggi ??
Leggere Topolino rilassa. Qui Quo Qua risolvono gli errori di Paperino e Paperino non sarebbe il nostro preferito se non fosse tanto imperfetto.

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IL BARONE RAMPANTE
di ITALO CALVINO

Riassunto tratto da
logo Wikipedia
Una sera del 1950, all'osteria Fratelli Menghi, in via Flaminia, Salvatore Scarpitta racconta a Italo Calvino la sua avventura di dodicenne sull' albero di pepe. Sette anni dopo, esce Il barone rampante. Il romanzo è ambientato in un paese immaginario della riviera ligure, Ombrosa.
Ecco i personaggi principali: il barone Cosimo Piovasco di Rondò, che vive sugli alberi; suo fratello Biagio (voce narrante della storia); la sorella Battista e il suo fidanzato, il conte d'Estomac; la Generalessa e il barone Arminio Piovasco di Rondò, genitori di Cosimo; Sofonisba Viola Violante d'Ondariva detta la Sinforosa, bella nobile smorfiosa che s'impossessa del suo cuore fin dalla più tenera età, e i suoi due spasimanti, valorosi guerrieri ma ridicoli pretendenti, il cane Ottimo Massimo e il brigante Gian dei Brughi; l'abate Fauchelafleur; il cavalier avvocato Enea Silvio Carrega; Napoleone e lo Zar di Russia. Il fatto principale è rappresentato da un futile litigio avvenuto il 15 giugno 1767 nella tenuta di Ombrosa, per via di un piatto di lumache non accettate da Cosimo che per protesta sale sugli alberi del giardino di casa e non scenderà mai più. Nonostante la collera e le minacce del padre, la vita del protagonista si svolge sempre sugli alberi, prima nel giardino di famiglia, poi nei boschi di Ombrosa, inframezzata da viaggi in terre lontane raggiunte saltando di ramo in ramo. La vita di Cosimo è piena di eventi, dalle scorribande con i ladruncoli di frutta alle battute di caccia, dalle giornate dedicate alla lettura alle relazioni amorose: a Olivabassa Cosimo fa la conoscenza di alcuni esiliati spagnoli e si innamora di Ursula che però, terminato l’esilio, ritorna in Spagna mettendo fine alla loro relazione . Nel frattempo, la fama del barone rampante si diffonde con grande rapidità, e se inizialmente Cosimo aveva ragione d'imbarazzo per la famiglia, in seguito arriva a intrattenere rapporti con personaggi del calibro di Denis Diderot, Jean-Jacques Rousseau, Napoleone Bonaparte e lo Zar di Russia. L'amore fra Viola e Cosimo è forte, ma la relazione si conclude per una serie di equivoci dopo numerosi litigi e altrettante riconciliazioni. Quando Cosimo si ammala viene assistito dall'intera comunità di Ombrosa; lo invitano a scendere ma lui si rifiuta in maniera categorica. Un giorno sorprende tutti: si arrampica sulla cima di un albero, si aggrappa a una mongolfiera di passaggio e scompare nel cielo, senza tradire il suo intento di non rimettere più piede sulla terra.


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