di Luana
Ricominciare dalla Terra.
Ritrovare il rispetto dei tempi della Natura.
Osservare il comportamento dei suoi abitanti.
Come le Api con la coesione che esiste nella colonia e i vari compiti da svolgere così precisamente suddivisi.
Le Api comparvero sulla Terra duecento milioni di anni fa, nel grande universo della Natura sono forse le forme di vita più misteriose, e che fanno pensare chi per un pò del suo tempo, si ferma a guardarle.
Senza di loro la nostra Terra diverrebbe un infelice deserto. Chi impollinerebbe i fiori?
Le Api sono "insieme" e non individui, fuori dalla comunità non possono vivere. Regina, operaie, fuchi sono come un'unica vita fatta da tanti piccoli cervelli.
Un modo di comunicare fra loro che fa sempre trasalire è la danza. Danzano per dare indicazione alle altre raccoglitrici della direzione da seguire rispetto al Sole e della distanza della fonte di nettare o di polline
Danzano per dare l'allarme se trovano sostanze dannose. Danzano per farsi ripulire le ali, è una danza speciale fatta di rapidi movimenti, la compagna capisce e inizia energicamente a pulire con le antenne accostate alle mandibole come fossero forbici. Danzano per manifestare gioia, si appoggiano su un'altra ape con le zampe anteriori e con l'addome si muovono dall'alto in basso e dondolano avanti ed indietro. Danzano per ricevere un massaggio, di solito accade in autunno o inizio primavera se l'ape "paziente" s sente intirizzita. Questa piega la testa e si stende completamente mentre le sue vicine iniziano ad esaminare la compagna con antenne e zampe anteriore, le tirano le articolazioni, le sfiorano i fianchi e a volte leccandola. Dopo pochi minuti la "paziente" comincia a pulirsi e si allontana in tutta tranquillità.
E come dimenticare il grande dono che ci fanno le Api, la produzione del Miele, il cibo degli Dei. Liquido o cristallino, millefiori o uniflorale, sapore delicato od intenso, il miele ha proprietà terapeutiche.
immagine di François Boucq
tratta del libro di Alejandro Jodorowsky “Albina o il popolo dei cani”
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I Blog di Gian dei Brughi.
IL BARONE RAMPANTE
di ITALO CALVINO
Riassunto tratto da
Una sera del 1950, all'osteria Fratelli Menghi, in via Flaminia, Salvatore Scarpitta racconta a Italo Calvino la sua avventura di dodicenne sull' albero di pepe. Sette anni dopo, esce Il barone rampante. Il romanzo è ambientato in un paese immaginario della riviera ligure, Ombrosa.
Ecco i personaggi principali: il barone Cosimo Piovasco di Rondò, che vive sugli alberi; suo fratello Biagio (voce narrante della storia); la sorella Battista e il suo fidanzato, il conte d'Estomac; la Generalessa e il barone Arminio Piovasco di Rondò, genitori di Cosimo; Sofonisba Viola Violante d'Ondariva detta la Sinforosa, bella nobile smorfiosa che s'impossessa del suo cuore fin dalla più tenera età, e i suoi due spasimanti, valorosi guerrieri ma ridicoli pretendenti, il cane Ottimo Massimo e il brigante Gian dei Brughi; l'abate Fauchelafleur; il cavalier avvocato Enea Silvio Carrega; Napoleone e lo Zar di Russia.
Il fatto principale è rappresentato da un futile litigio avvenuto il 15 giugno 1767 nella tenuta di Ombrosa, per via di un piatto di lumache non accettate da Cosimo che per protesta sale sugli alberi del giardino di casa e non scenderà mai più. Nonostante la collera e le minacce del padre, la vita del protagonista si svolge sempre sugli alberi, prima nel giardino di famiglia, poi nei boschi di Ombrosa, inframezzata da viaggi in terre lontane raggiunte saltando di ramo in ramo. La vita di Cosimo è piena di eventi, dalle scorribande con i ladruncoli di frutta alle battute di caccia, dalle giornate dedicate alla lettura alle relazioni amorose: a Olivabassa Cosimo fa la conoscenza di alcuni esiliati spagnoli e si innamora di Ursula che però, terminato l’esilio, ritorna in Spagna mettendo fine alla loro relazione .
Nel frattempo, la fama del barone rampante si diffonde con grande rapidità, e se inizialmente Cosimo aveva ragione d'imbarazzo per la famiglia, in seguito arriva a intrattenere rapporti con personaggi del calibro di Denis Diderot, Jean-Jacques Rousseau, Napoleone Bonaparte e lo Zar di Russia.
L'amore fra Viola e Cosimo è forte, ma la relazione si conclude per una serie di equivoci dopo numerosi litigi e altrettante riconciliazioni.
Quando Cosimo si ammala viene assistito dall'intera comunità di Ombrosa; lo invitano a scendere ma lui si rifiuta in maniera categorica. Un giorno sorprende tutti: si arrampica sulla cima di un albero, si aggrappa a una mongolfiera di passaggio e scompare nel cielo, senza tradire il suo intento di non rimettere più piede sulla terra.
© GiandeiBrughi 2011 - ilpigiamadelgatto